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21 June 2012 @ 06:00 pm
V Notte Bianca - Prompt Post  

Prima di ogni altra cosa, iscrivetevi alla community.

COME PROMPTARE
Per proporre un prompt, lasciate un commento al post principale della notte bianca. Il vostro prompt può essere:
# una parola sola, un concetto, una situazione - es.: rete; calze a rete; pescare al largo con la rete a strascico.
# uno o più personaggi provenienti da uno o più fandom - es.: Hermione Granger; Michael Phelps; Angel/Buffy/Spike; Yuna, Yunalesca. (Vi abbiamo risparmiato l'esempio Sallusti/Santanché, gioitene.)
# un aforisma, una citazione, un frammento di una lyric - es.: Just an old, sweet song / keeps Georgia on my mind; Chi dorme non piglia pesci.
# qualsiasi combinazione degli esempi precedenti - es.: Chuck Bass/Serena van der Woodsen, "Because Chuck saves his best smirks for Serena".
# prompt riciclati da altre edizioni della Notte Bianca (copiate il prompt in un commento).
# in generale, quel che vi pare.
WARNING: un solo prompt per ogni commento, e niente prompt in doppia o tripla copia o peggio.

COME RISPONDERE A UN PROMPT - FIC
1) Scrivete quel che vi pare. Non serve un claim - si può scrivere più volte sullo stesso prompt. Non c'è limite massimo, saremo ben felici di ospitare le vostre centomila parole sulla relazione contrastata tra due criceti gay. E non c'è neppure un limite minimo! Se siete così bravi da condensare tutto in poche righe e siete sotto le cento parole, non c'è problema!
2) IMPORTANTE (per la nostra sanità mentale). Postate la vostra storia in risposta al commento che contiene il prompt scelto</strong>.
Nel caso sforaste con il limite di caratteri per commento, fate un nuovo commento (o più commenti) in risposta al vostro primo commento.

COME RISPONDERE A UN PROMPT - ART
1) Create quel che vi pare. Non serve un claim - si può scrivere più volte sullo stesso prompt. Non c'è neppure limite alla fantasia! Icone, banner, pattonate in fotosciop, disegni, schizzi, chibi!art, scarabocchi col Paint... anche fanmix o fanvideo, se ci riuscite, perché no!
2) IMPORTANTE (per la nostra sanità mentale). Postate il LINK a ciò che avete creato (solo se avete creato un buon quantitativo di risorse, per es. una batch di icone, potete creare un post sul vostro LJ personale/grafico e linkare quello) in risposta al commento che contiene il prompt scelto</strong>.



Fuori dal quadratino, che tanto non lo legge nessuno: state attenti all'oggetto del vostro commento. Esso dovrà infatti seguire questa forma: [FANDOM] Personaggio/Pairing; Generi, Avvisi, SFW/NSFW; Wordcount.
Niente striscioline a chi sbaglia l'oggetto del prompt.

La novità che vale solo per questa Notte Bianca: commentando almeno un lavoro partecipante alla Notte Bianca (entro la scadenza della stessa) riceverete una strisciolina extra; ne riceverete una più grande se ne commenterete cinque o dieci. (E potrete far valere tutte le recensioni per Recensioni d'Estate, apponendo il classico disclaimer! #crossreccing)

24/6, 00.01: STOP ALLA NOTTE BIANCA!
Non chiudiamo i commenti per permettere agli utenti di lasciare recensioni (#quotaottocento), ma stop a nuovi fill!
Come da consuetudine c'è la chatroom!




La Pasticceria della Fortuna - associazioni prompt
Girasoli d'Irlanda: Frustrazione
Vulcano Arcobaleno: Impotenza
Unicorno di Montagna: Solitudine
Fantasia di Lillà: Impazienza
Onde in Marocco: Insoddisfazione
Ghiaccio d'Agosto: Depressione
Violetta Invernale: Egocentrismo
Specialità Natalizia: Tristezza
Neve al Cioccolato: Offesa
Zucchero Rosa: Iniziativa
Bimbi al Lunapark: Commento
Caramelle di Classe: Indifferenza
Caramelle Baby: Insofferenza
Favorita del Principe: Esagerazione
Tempo di Limoni: Sfiducia
Nuvole in Primavera: Spocchia
Prati Marini: Incentivo
Meringa Monocromo: Fastidio
Violetta Estiva: Autostima
Sciocchi Sorrisi: Tema Libero + Strisciolina della Fortuna
Tema Libero significa che va scelto uno qualsiasi degli altri prompt, a scelta. A chi avrà scelto la cupcake Sciocchi Sorrisi verrà assegnata una strisciolina d'ufficio. Così, ci piaceva. XD

Avete tempo fino alla chiusura della Notte Bianca per creare un fanwork di qualsiasi tipo sul vostro prompt e postarlo in risposta a questo commento. Andate, andate!
 
 
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( 1909 — unisciti a noi! )
defe ~ la sezione aurea del fandom (cit.): modpost | generic | adminel_defe on June 21st, 2012 04:00 pm (UTC)
PASTICCINO FEST!
I fanwork ispirati ai prompt-cupcake vanno in risposta a questo commento!

Edited at 2012-06-21 04:16 pm (UTC)
Yukiyuki013 on June 21st, 2012 05:12 pm (UTC)
[D.Gray-Man] Lavi/Yuu Kanda; Introspettivo, sentimentale; AU, yaoi, lime; NSFW; 778
Ti respinge, ancora.
Di nuovo, con la stessa intensità – con la stessa cattiveria tipica di chi sa di averti tra le proprie dita come una monetina da un penny, e non trova svago migliore che quello di rigirarti da una faccia all’altra per carpire dal freddo metallo i segreti più reconditi della sua coniazione.
Lo squadri da capo a piedi come se fosse un estraneo, come se otto anni di visite segrete e telefonate su un numero che né tua moglie né la sua hanno nella rubrica del cellulare e vacanze organizzate alla bell’e meglio coperte da viaggi d’affari fossero la trama di una soap opera di terza categoria, di quelle squallide in cui i personaggi cambiano ma le situazioni sono sempre le stesse.
Tu non sei più lo stesso – perché lo ami, questo è certo. E non puoi far altro che maledirti e maledirlo, e sentire che la situazione ti sta rapidamente scivolando di mano al pari dei pochi capelli che nella foga dell’amplesso gli hai strappato, scuri reduci di una relazione che non è mai esistita.
Che non sarebbe mai dovuta esistere.
«Perché?».
Già. Perché Yuu? Perché ti sei legato in maniera così malsana ad una persona che non sente nulla per te se non mero desiderio sessuale da sfogare su un soggetto che non sia la propria frigida compagna? Perché ogni volta che guardi Yuu negli occhi li trovi sempre posati su qualcosa, qualcuno che non sei e non sarai mai tu?
«Non non stiamo insieme».
Altra fitta, altro pezzo che si aggrega alle pedine ingoiate una dopo l’altra dalla regina nera. Il povero re bianco può solo attendere lo scacco.
«Mi hai tradito».
Se avessi l’occhio destro ancora intero probabilmente piangeresti da quello, perché il sinistro non vuole proprio saperne di staccarsi dal viso di Yuu. Così posato, così naturale e calmo mentre si riveste e ammette che sì, si è scopato un uomo che non sei tu e non se ne pente affatto.
«Non posso tradire qualcuno con cui non ho niente a che fare, Bookman».
E rimani lì, anche quando se ne va. Anche quando quella lussuosa stanza d’albergo riprende ad essere un’anonima suite al centro di New York City, illuminata più dai grattacieli intorno che dal riverbero della luna, persino quando senti di aver perso qualunque fiducia nella vita che ti è stata data.
O forse è la vita che ha perso fiducia in te.


«Capo, una chiamata dal Giappone».
Miranda ti fa sorridere, sempre lì a correre trafelata da una pratica ad una telefonata improvvisa. È una persona affidabile sotto qualunque punto di vista – purché la si tenga lontana da oggetti taglienti, pinzatrici, inchiostro, distributori automatici e quant’altro infierisca nel suo essere maldestra.
«Passamela sulla due».
Attendi, sai già chi ti risponderà dall’altro lato del mondo. Eppure sei cambiato, hai più amore per te stesso e meno voglia di soffrire. Te lo ripeti finché senti la sua voce sibilare oltre la cornetta.
«Mi stai deliberatamente ignorando, Bookman».
«Non avevamo detto niente chiamate in ufficio, Kanda-san?».
«Niente chiamate un cazzo. Al telefono non rispondi, così come alle mail. Hai la minima idea di quante volte abbia provato a chiamarti, idiota?».
«Tu mi hai tradito, Yuu. Io mi fidavo di te, ti amavo».
Il tuo è un sussurro greve, esalato con gli occhi rivolti al cielo irlandese e le dita che tremano ma stringono forte il tessuto dei pantaloni neri. Guardandoti in una delle pareti a specchio ti sembra che anche i capelli rossi tirati all’indietro siano di un colore smorto, grigio quanto il tempo esterno che già dalla prima mattinata promette fulmini e pioggia.
«’Ch. Stai forse parlando al passato?».
«Noi non stiamo insieme, e mai ci staremo. Me ne sono fatto una ragione».
La linea, dal lato opposto, cade. Il tu-tu- accompagna rumorosamente i tuoi gemiti sommessi, mentre non puoi far altro che stringerti le mani sul volto e pensare che il vecchio aveva ragione su tutta la linea. E c’è la tempesta fuori, dentro di te, ovunque le sue mani ti hanno toccato.
Smettere di fidarsi della vita, alla fine, fa dannatamente male.

(no subject) - shariaruna on June 21st, 2012 11:43 pm (UTC) (Expand)
(no subject) - tamicla on June 22nd, 2012 08:31 am (UTC) (Expand)
(no subject) - tamicla on June 22nd, 2012 09:14 am (UTC) (Expand)
(no subject) - shariaruna on June 21st, 2012 11:49 pm (UTC) (Expand)
(no subject) - x_stateira_x on June 22nd, 2012 08:22 pm (UTC) (Expand)
[ORIGINALE] Angst, Drammatico, SFW; 538. - margependragon on June 21st, 2012 10:32 pm (UTC) (Expand)
Re: [ORIGINALE] Angst, Drammatico, SFW; 538. - tamicla on June 24th, 2012 09:28 am (UTC) (Expand)
(no subject) - alice_lbf on June 22nd, 2012 03:52 pm (UTC) (Expand)
(no subject) - eatintoothpaste on June 22nd, 2012 04:55 pm (UTC) (Expand)
[Thor] Thor/Loki, introspettivo, SAFE, 175 - renrenren3 on June 22nd, 2012 08:03 pm (UTC) (Expand)
defe ~ la sezione aurea del fandom (cit.): football | cesc | uhuhel_defe on June 21st, 2012 04:09 pm (UTC)
Solstizio.
ma va'?
Evacrimsontriforce on June 22nd, 2012 04:19 am (UTC)
[Sword&SworceryEP] The Scythian; Gen; SFW; 173
Sun & the Steppes


We took a pensive pause from our journey to give a bit of a solemn service to this solstice thing. #sworcery

The one before we left was called the Sol Invictus & we wondered what this here gig's was except that it was searing hot. #sworcery

If it ever had a name, it has long been scattered by the winds down the grassy sheep-infested plains of our motherland. #スキムス

Chances are, a loathsome rainbow picked it up & now it still sounds like a bad fantasy novel, whatever that is. #sworcery

We kneeled on the jagged rocks to pay homage to the longest day as we were taught under the scorching sun of the Scythian Steppes. #sworcery

Our gaze, however, turned to the slim sickle of the moon that hung over the horizon as a white crack in the cobalt sky. #sworcery

The secrets we were to claim lay in the transcendental liminality of the dark. #verilyergobigwords #sworcery

We sat under a slab & we took a super nice nap as we waited for the uncomplicated daylight to come to pass. #sworcery
defe ~ la sezione aurea del fandom (cit.): football | andrea | pimpel_defe on June 21st, 2012 04:09 pm (UTC)
Centosette.
kuruccha: [Stock] Rain in Tokyokuruccha on June 21st, 2012 06:56 pm (UTC)
[Anohana] Jintan/Menma; Angst, SFW; 297
E' l'ennesima mattina afosa dell'ennesimo giugno, la pioggia cade senza sosta e Jintan apre gli occhi ancora una volta. Si infila in tutta fretta lo yukata leggero con le maniche strappate, ne allaccia distrattamente la cintura e si scopre ancora più esile del giorno precedente. Piegare le dita per fare il nodo è sempre più doloroso, ma ci riesce ancora. Le gambe lo reggono ancora bene, e raggiungere la veranda e inginocchiarvisi è ancora un'impresa fin troppo facile.
E' sopravvissuto ad un'altra notte, e un nuovo anno si aggiunge alla conta.
Jintan osserva il cielo e gli chiede quale strano dio si ostini ancora a tenerlo in vita. Solo, solo come non è mai stato, solo come è sempre stato; lui, lui e nessun'altro.
Una moglie mai avuta, dei figli mai nati, un cane mai stato fedele; ha centosette anni, e li ha vissuti tutti come se non ne fosse mai valsa la pena.
Nei riflessi della pioggia che cade vede ancora l'argento dei capelli sottili di Menma; in oggi goccia che si piega e rimbalza nel nulla intravede la sua sagoma, immagina che lo scroscio dell'acqua copra il suono della sua voce. Una voce che ormai non ricorda quasi più, confusa con le miriadi di suoni della sua quotidianità - la fruttivendola, la figlia del panettiere, la ragazzina che vive nella casa a fianco.
La vede ridere, e ai suoi occhi è sempre bella e giovane. Il suo sorriso è tutto ciò che gli resta.
Con i piedi nudi attraversa il giardino verso la sua dolce illusione, ma non la raggiunge.
Jintan osserva il cielo, gli chiede quale strano dio si ostini ancora a non lasciarlo morire, maledice la propria salute di ferro e l'ennesimo anno che passa, e a cui è certo se ne aggiungerà un altro e poi un altro ancora.
Re: [Anohana] Jintan/Menma; Angst, SFW; 297 - misssweet96 on June 21st, 2012 08:33 pm (UTC) (Expand)
Re: [Anohana] Jintan/Menma; Angst, SFW; 297 - kuruccha on June 25th, 2012 03:37 pm (UTC) (Expand)
simph8simph8 on June 21st, 2012 04:09 pm (UTC)
"Mi sono stancato di essere sempre e solo la seconda scelta."

Edited at 2012-06-21 05:36 pm (UTC)
vogue91vogue91 on June 21st, 2012 06:00 pm (UTC)
[RPF Musica] Takaki Yuya x Yaotome Hikaru; Slash; NSFW, 1388
Under your skin


Hikaru toccava Yuya, nudo sotto di sé, senza sembrare in grado di fermarsi.
Lo baciava sul collo, mordeva, leccava, e aspettava quasi con trepidazione di sentirlo gemere.
O di vederlo preso quanto lui, o di sentire le sue mani addosso.
Ma non c’era niente di tutto questo, non c’erano reazioni da parte di Yuya, niente che gli dicesse che se la stesse godendo tanto quanto lo stava facendo lui.
Rimaneva lì, fermo e immobile, a farsi toccare e baciare e scopare se era il caso, ma sempre senza il minimo trasporto, come se fosse unicamente un involucro privo di contenuto nelle sue mani.
E forse sperava che a lui non importasse, che gli bastasse quello che gli dava per potersi dire felice, che quello fosse perfettamente normale.
E Hikaru nelle ultime settimane non gli aveva detto niente, non gli aveva chiesto spiegazioni, perché in fondo non servivano.
Perché lo sapeva, e l’aveva saputo fin dal momento in cui, più di un mese prima, Yuya aveva bussato alla sua porta e si era fatto portare a letto, senza dirgli niente.
E il giorno dopo, vedendo come lui e Chinen si trattavano freddamente, aveva capito.
E aveva capito il gioco di Yuya, e si era sentito usato.
Ma gli aveva aperto comunque la porta la notte dopo, e gli aveva di nuovo dato quello che chiedeva, perché in fondo era quello che voleva anche lui.
Cominciò a prepararlo, ma come sempre Takaki gli fece cenno di non perdere tempo, di prenderlo subito, così come veniva.
Ci provava tutte le notti Hikaru a non fargli male, e tutte le notti Yuya sembrava avere sempre più bisogno di quel dolore, come se per lui fosse una punizione più che meritata, come se fosse quello che in realtà voleva, assai di più che sentire il più piccolo addosso e dentro di sé.
Hikaru aveva voglia di accontentarlo. Di punirlo davvero, e non per una colpa immaginaria che Takaki si divertiva ad attribuire a se stesso, ma per quel dolore che stava causando a lui, per quel male che gli faceva consapevolmente, perché sapeva fin troppo bene che cosa lui provasse, e aveva semplicemente deciso di fregarsene.
Si sfilò bruscamente dal suo corpo, andando contro ogni suo desiderio, e alzandosi in piedi.
Yuya si mise a sedere, guardandolo con gli occhi spalancati.
“Che cosa ti prende?”
Hikaru si morse un labbro.
Gettò lo sguardo sulla stanza, facendolo vagare sui loro vestiti sparpagliati malamente sul pavimento e sulla luce tenue delle candele.
Gli piaceva, quella luce. Yuya gli sembrava sempre più bello quando la sua pelle era illuminata unicamente da quella fiamma chiara, gli faceva venire voglia di toccarlo, di accarezzarlo, di saggiare la consistenza di quella stessa pelle.
Gli faceva venire voglia di stringerlo contro di sé per non doverlo più lasciare andare, e odiava anche solo pensare che non sarebbe mai potuto essere così.
Senza rispondergli, si diresse verso l’armadio e tirò fuori una sciarpa, tornando poi sul letto e legando svelto i polsi di Yuya alla testiera del letto, attento a che non riuscisse a muoversi.
“Hikaru... che cosa diamine stai facendo?” domandò ancora il più grande, con aria sempre più confusa, ma senza ribellarsi troppo a quell’iniziativa.
“Vuoi che ti faccia male, Yuuyan?” mormorò Hikaru, avvicinandosi al mobile di fianco al letto e afferrando una delle candele, tenendola in mano con aria pensierosa, mentre l’avvicinava alla pelle dell’altro. “Pensi di meritartelo questo dolore, no? Pensi di meritare che io ti faccia male, perché chissà che cosa diavolo è successo con Yuri. Pensi che ti farà sentire meglio” prese un respiro profondo. “Bene. Sono qui per questo.”
Inclinò la candela poi, facendo colare diverse gocce di cera lungo lo sterno del più grande, sentendolo finalmente gridare per il bruciore improvviso, vedendolo contorcersi e tirare la sciarpa che gli costringeva i polsi.
“Hikaru!” si lamentò, facendo una smorfia.
Il più piccolo fissò la cera bianca che si era ormai raffreddata ed era divenuta un tutt’uno con la pelle.
Gli piaceva quell’immagine. Molto più di quanto non si sarebbe aspettato.
“Vuoi che mi fermi?” domandò, sarcastico. “Lo vuoi davvero?”
Takaki rimase in silenzio, e voltò la testa dall’altra parte per non dover più essere costretto a guardarlo negli occhi.
[Supernatural] Castiel; Gen; SFW; 271 - vogue91 on June 23rd, 2012 05:05 pm (UTC) (Expand)
vogue91vogue91 on June 21st, 2012 04:10 pm (UTC)
"È così tragico ammettere di essere gay?"
simph8simph8 on June 21st, 2012 05:38 pm (UTC)
[RPF Musica] Tanaka Koki x Fujigaya Taisuke ; Slash ; SFW ; 199
« Perché? E’ così tragico ammettere di essere gay? » esclamò a voce alta Kame.
Koki lo uardò, fulminandolo con lo sguardo.
No. Non era tragico. Lo diventava nel momento in cui lui sapeva di non esserlo.
E, Cristo, come faceva ad esserlo? Fino a qualche settimana prima non faceva altro che andare in giro per locali a fare cose di dubbia moralità con delle donne.
Non con gli uomini. Le donne.
Quelle con un seno e senza sorpresa fra le gambe.
Kame non lo voleva capire. Solo perché lo aveva scoperto mentre si masturbava mormorando il nome di Taisuke, non voleva dire che era necessariamente gay.
Insomma.
Non era come Kame.
Nessuna offesa a lui, ovviamente. Koki adorava Kame. Gli voleva bene come un fratello ma spesso era… eccessivo, forse.
Troppo.
Anche Taisuke lo era e quello lo terrorizzava. Lui aveva una certa immagine da rispettare!
Eppure ogni volta che guardava Taisuke sapeva di essere innamorato. Follemente.
Spintonò Kame contro la poltrona, il suo sguardo lo innervosiva.
Kame si limitò a ridere di gusto.
« Taisuke è veramente un bel ragazzo. Dovresti… provarci. Potresti essere felice. »
Koki annuì, di nuovo, arrossendo lievemente.
Doveva solo farsi coraggio. Perché poi il suo viaggio, se lo sentiva, sarebbe stato bellissimo.

Fine
Anna: Naoms | WTF?nemofrommars on June 21st, 2012 04:11 pm (UTC)
La cacca rosa di Arale.

(ignoratemi, è il caldo)
kuruccha: [Mameshiba] Orange Blinkkuruccha on June 21st, 2012 07:00 pm (UTC)
[Originale/Crossover] Mame, Arale, OC; Comico, SFW; 219
- Ehm...
Lo sguardo vacuo dell'alieno si rivolge verso l'autrice di quei suoni inarticolati.
- Mi scusi, signore, ma...
- Mame non è un signore.
- Oh, mi scusi, signor Mame, ma...
Il corpo rotondeggiante del viaggiatore spaziale si avvicina a quello di Silvana Polare, intenta - nonostante tutto - a sistemarsi prima l'uno e poi l'altro seno. Non ha intenzione di permettere loro di farsi la tanto agognata gitarella fuori dal push-up.
- Ecco, mi chiedevo, signor Mame - continua, indietreggiando di un paio di passi, i seni che sobbalzano - perché mai lei avesse deciso di sostituire il proprio copricapo a forma di ananas con... Ecco, con quella specie di cacca rosa.
Mame rimane in silenzio per un paio di secondi, poi la sua voce si fa piena di passione.
- Questo cappellino è stato regalato a Mame da una curiosa bambinetta. Sosteneva che fosse un copricaco adeguato a Mame. Copricaco - ripete, con una nota ironica nella voce.
Silvana immagina che quello sia la sensazione più simile al divertimento che un alieno mangiacervello possa mai sperimentare.
- Mame non aveva mai conosciuto una persona del tutto priva di cervello. Mame ne è deliziato, e i suoi quattro cuori battono all'unisono.
Lentamente, Mame rotola - o forse scivola - sul pavimento, emettendo piano degli strani versetti apparentemente pieni di gioia.
hikaruryu: You make me go asclfghjkl;hikaruryu on June 21st, 2012 04:11 pm (UTC)
Sesso in macchina.

Da leggere anche come: in bocca al lupo, Fae ♥
Faefaechan on June 21st, 2012 04:44 pm (UTC)
Nota all'incauto passante: sembra che io stia cercando di farmi gente in macchina, invece cerco solo di passare l'esame di teoria della patente.

(XDDDDDDDDDDDD ♥)
(no subject) - nemofrommars on June 21st, 2012 04:57 pm (UTC) (Expand)
(no subject) - waferkya on June 21st, 2012 05:58 pm (UTC) (Expand)
Anna: Kolly | hold my hand;nemofrommars on June 21st, 2012 04:11 pm (UTC)
Time after time.
(#becauseofreasons)
Shaneaniguns.manubibi on June 23rd, 2012 07:02 pm (UTC)
DO WANT. ;___________;
[Mapi] Ukeness on legs ♥: Stony { It wasn't worth it }mapi_littleowl on June 21st, 2012 04:12 pm (UTC)
Twitter non funziona
{ Calypso } - Hear me roar: +1calypsolaninfa on June 21st, 2012 04:21 pm (UTC)
THIS
ranting_oneranting_one on June 21st, 2012 04:12 pm (UTC)
Granita al limone
Anna: Rebekah | bitch please;nemofrommars on June 21st, 2012 04:12 pm (UTC)
Sangiovese.
like a migraineeatintoothpaste on June 21st, 2012 07:58 pm (UTC)
Sai che c'è un giornalista di Libero (e già questo dettaglio è tutto un programma) che scrive ubriaco di Sangiovese? E LO DICE NEGLI ARTICOLI.
(no subject) - nemofrommars on June 21st, 2012 08:00 pm (UTC) (Expand)
H_Mushroomh_mushroom on June 21st, 2012 04:13 pm (UTC)
«E mettiti dei pantaloni. Tutto quello che dici fa rabbrividire, quando sei in mutande»
kuruccha: [Avatar] Regno della Terrakuruccha on June 21st, 2012 10:01 pm (UTC)
[Avatar - La leggenda di Aang] Sokka, Toph; Gen, Comico, SFW, 441
«Katara, io apprezzo davvero molto la tua decisione di fare il bucato per tutti noi, ma dove hai messo la mia magl-»
La voce di Sokka si strozzò all'improvviso nel notare che nella stanza della sorella non c'era esattamente la persona che credeva di trovare. In verità, questa cosa sarebbe stata trascurabile, se lui non fosse stato seminudo dopo un buon bagno caldo, e - soprattutto - se la misteriosa presenza non fosse appartenuta al genere femminile. Istintivamente, si coprì meglio che poteva.
«La regina dello zucchero è esattamente dove hai detto tu. Di là, a fare il bucato.»
Toph gli aveva parlato rimanendo nella propria posizione standard: sdraiata per terra, le braccia dietro alla testa, le gambe accavallate e i suoi soliti vestiti addosso. Non avrebbe certo permesso a nessuno di pulirli, tanto meno se la lavandaia era Katara; non voleva certo farsi rinfacciare a vita il proprio debito.
Sokka tirò un sospiro di sollievo. Avrebbe potuto andargli peggio di così; se al posto di Toph ci fosse stata Mai, la sua reazione sarebbe stata ben diversa ed era certo che qualche kunai avrebbe preso il volo quasi istantaneamente.
«Uh, bene,» disse, deciso, raddrizzando la schiena, «Allora andrò a vedere dov'è finita.»
«Dov'è finita chi?»
«Non chi. Cosa. La mia maglia.»
«E' laggiù» gli rispose lei, puntando con noncuranza il dito verso una pila di panni ripiegati.
«Ah. Uh. Grazie.»
Il suo primo impulso era stato quello di andare a recuperare la maglietta, ma il pudore l'aveva bloccato.
«Ehm... girati dall'altra parte.»
«Oh, ma certo. E' logico, no? Facciamo voltare la ragazzina cieca perché non mi veda nudo! E' così ovvio!»
«Ma...»
«Tranquillo, tranquillo! Prometto di non sbirciare!» esclamò, roteando le mani per aria e coprendosi gli occhi.
Dopo un attimo, Sokka si precipitò verso il mucchio dei panni e recuperò la sua maglia, infilandosela il più velocemente possibile. Toph era ancora immobile e con il viso nascosto, ma stava manifestando verbalmente e in maniera assai poco discreta il suo odio verso le femminucce. L'orgoglio maschile di Sokka stava subendo un duro colpo.
«Non è esattamente che io mi vergogni. E' solo che temevo saresti stata in imbarazzo, e...» spiegò, tentando di salvarsi in corner.
«Sokka. Ti prego. Non aggiungere altro. E mettiti dei pantaloni. Ciò che dici mi fa rabbrividire ancor più del solito, ora che sei in mutande.»
Lasciando da parte anche l'ultimo briciolo del proprio orgoglio maschile, Sokka afferrò degli indumenti a caso tra quelli stesi ad asciugare, li infilò e uscì dalla stanza, muto come un pesce. Toph stava ancora ridacchiando, fiera della propria vittoria.
Capì il senso di quelle risa solo quando gli fecero notare quanto fossero fuori luogo su di lui i pantaloncini corti di Suki che si era appena messo addosso.
hikaruryu: ASOIAF - Sword in the Darknesshikaruryu on June 21st, 2012 04:13 pm (UTC)
Good Omens: Lezioni di giardinaggio.
[Mapi] Ukeness on legs ♥: Archy Brothermapi_littleowl on June 21st, 2012 04:13 pm (UTC)
Tè delle cinque
Anna: Naoms | WTF?nemofrommars on June 21st, 2012 04:14 pm (UTC)
Antonello Venditti/Claudia - "a frigida!"
(La mia tlist *sa*)
ladyaikaladyaika on June 21st, 2012 04:54 pm (UTC)
I tuoi prompt sono geniali.
(no subject) - nemofrommars on June 21st, 2012 04:56 pm (UTC) (Expand)
vogue91vogue91 on June 21st, 2012 04:14 pm (UTC)
"Di tutti i veleni, l'anima è il più forte" (Novalis)
Ichigo: fdpichigo_85 on June 21st, 2012 11:09 pm (UTC)
[RPF - Musica] Yaotome Hikaru/Inoo Kei; Angst, Erotico, Slash, NSFW; 1,236
Asa ga kita kara tte yoru no mahou ga tokechau no?


Hikaru stava seduto sul letto, le spalle contro il muro, adagiato contro i cuscini e fumava. Sentiva l’acqua del bagno scorrere e cercò di concentrarsi su qualcos’altro che non fosse il corpo di Kei nudo sotto la doccia; il ragazzo non avrebbe dovuto trovarsi lì, ma come ogni volta che Kei si presentava a casa sua per parlare, quando sapeva che Yabu era fuori per lavoro, Hikaru non riusciva a negarsi.
Tentava di resistere, ma falliva miseramente, ogni volta.
Perché era impossibile resistere a Kei quando gli si strusciava addosso, quando iniziava a baciargli il collo a leccarlo e lasciava scivolare le mani sul suo corpo in modo esperto. Hikaru perdeva completamente la ragione.
Avrebbe dovuto controllarsi, lo sapeva. Non era giusto cedere alle avance di un altro uomo, quando, dopo aver passato anni a cercare di tenere nascosti i suoi veri sentimenti, era riuscito finalmente a stare con la persona che aveva sempre amato e che era convinto avrebbe amato per sempre.
Quando era riuscito ad avere Yabu, però, tutto l’amore che era convinto di provare per lui era come svanito, si era affievolito, spento e di quel fuoco che per anni era rimasto sempre vivo, era rimasta solo la cenere. E per quanto ci avesse provato, Hikaru non era riuscito a fare in modo che quei sentimenti tornassero a scaldargli il cuore.
Cosa che invece era riuscito a fare Kei che, piano piano, con i suoi modi dapprima discreti era riuscito a fare breccia nel suo animo, facendogli perdere la bussola. Era così che si sentiva Hikaru quando stava con Kei, libero di perdersi, libero di non pensare a niente e godere dei pochi istanti che venivano loro concessi. Perché nonostante non amasse più Yabu, continuava a stare con lui, continuavano a vivere insieme, continuava a comportarsi con lui come un fidanzato modello, facevano l’amore e per Hikaru il sesso con Yabu non era neanche più appagante, era diventato una squallida routine che gli andava fin troppo stretta e non lo faceva neanche sentire più tanto bene.
Gli diceva di amarlo, ogni notte mentiva quando Yabu gli confessava il suo amore e gli diceva quanto gli fosse mancato durante il giorno. E Hikaru lo stringeva e nascondeva il volto contro il suo collo, cercando di non badare a quella fitta dolorosa che sentiva nel cuore dopo ogni suo sorriso, dopo ogni sua confessione e dopo ogni sua menzogna.
Kei tornò nella stanza, un asciugamano bianco avvolto attorno ai fianchi e si sedette sul letto, accanto a Hikaru che spense la sigaretta nel posacenere. Kei si stese accanto a lui, prendendogli un braccio, lasciandoselo passare dietro il collo e attorno alle spalle, baciandolo sulla bocca.
“A cosa pensi, Hikka?” lo sentì mormorare, mentre le labbra scendevano lungo la mascella, gli occhi socchiusi, il fiato caldo contro la pelle.
“Lo sai cosa penso, Kei” gli rispose, mesto.
“E allora? Sai che non devi farlo” gli ribadì.
“Come puoi chiedermelo?”
“Posso, visto che, non so se te ne sei accorto, neanche venti minuti fa mi stavi scopando su questo letto e godevi chiamando il mio nome” replicò, senza mezze misure.
“Come sei volgare a volte, Kei” lo riprese, stringendogli una spalla.
“Hai bisogno di essere scosso ogni tanto, Hikka. Non mi piace quando ti perdi in questi inutili pensieri. Non lo sopporto, perché così fai passare solo me dalla parte del torto. Io ti provoco, è vero, ma tu sei libero di dirmi di no. Perché vieni a letto con me?”
“Sai anche questo, Kei” sospirò Hikaru, chiudendo gli occhi, sollevando la testa, posando la nuca contro il muro, scivolando poi lungo disteso.
Inoo si volse su un fianco, posandogli la mano sul petto, iniziando a tracciare delle linee immaginarie con le dita sulla sua pelle.
Scese a baciargli il torace con brevi tocchi di labbra; Hikaru sospirò, infilandogli una mano tra i capelli, accarezzandogli la nuca, seguendolo quando Kei si abbassò sul suo corpo, sparendo oltre le lenzuola, accarezzandolo in mezzo alle gambe, eccitandolo, prima di chiudere le labbra sul suo sesso.
Hikaru allargò le gambe, sospirando pesantemente, premendo entrambe le mani sulla testa di Kei, guidandolo, dettando il ritmo e Kei lo lasciò fare, assecondandolo, ingoiando quando venne soffocando un grido.
[Mapi] Ukeness on legs ♥: Chu~♥mapi_littleowl on June 21st, 2012 04:15 pm (UTC)
Bacio sul naso
nike158: Prophetessnike158 on June 22nd, 2012 11:09 am (UTC)
[White Collar] Peter/El; Gen, SFW; 262.
Era stata una giornata che definire stressante sarebbe stata un’offesa per le giornate stressanti. Poteva solo immaginare cosa volesse dire essere incinte, era vero, ma stare dietro alla sua cliente che voleva organizzare una festa per la nascita del figlio avrebbe fatto venire il mal di testa a chiunque – aveva cambiato idea almeno venti volte sul colore delle tovaglie, per non parlare dei fiori e del menù.
Se quello non bastava, tornando a casa le si era rotto un tacco, Satchmo aveva deciso che era il giorno ideale per aggredire il nuovo cuscino del divano e, dopo che aveva preparato una cena completa, suo marito era in ritardo.
No, sul serio non riusciva ad immaginare una giornata peggiore.
Si era seduta sul divano nell’attesa che Peter rientrasse, ottenendo solo l’effetto di addormentarsi.

***

Quando Peter rientrò la trovò sdraiata, un plaid tirato alla bell’e meglio sulle gambe e la mano stretta attorno al cellulare. Lo sentì avvicinarsi e coprirla per bene, quindi si fece forza e aprì gli occhi, spostandosi appena per guardarlo in volto.
Hun.”
“Scusa il ritardo.”
“La cena è sul tavolo… E’ stata una giornata terribile”, si ritrovò ad ammettere, senza aver esattamente programmato di informarlo subito dei suoi problemi delle ultime ventiquattro ore.
Peter le passò una mano tra i capelli e le posò un bacio sul naso. “Non preoccuparti per me, so come procacciarmi il cibo. Riposa.”
Si ritrovò a sorridere mentre si rannicchiava di più sotto le coperte, magari la giornata non era stata un totale disastro.
“Ti amo, tesoro.”
“Ti amo anche io, tesoro.”
Re: [White Collar] Peter/El; Gen, SFW; 262. - renrenren3 on June 22nd, 2012 11:34 am (UTC) (Expand)
Re: [White Collar] Peter/El; Gen, SFW; 262. - nike158 on June 22nd, 2012 11:53 am (UTC) (Expand)
Anna: Katherine | reading p0rnnemofrommars on June 21st, 2012 04:15 pm (UTC)
Brownies
simph8simph8 on June 21st, 2012 04:15 pm (UTC)
[RPF Musica] {Hey!Say!Jump - Jr. Era}
"Che cosa ti passava per il cervello quando hai deciso di tagliarti le vene?"
Ichigo: fdpichigo_85 on June 21st, 2012 06:40 pm (UTC)
[RPF - Musica] Yabu Kota/Yaotome Hikaru; Angst, Slash, NSFW; 2.173
Yabu attendeva, in quell’asettico corridoio d’ospedale; stava seduto su quella scomoda e fredda panca che era stata spettatrice silenziosa di infinite sofferenze e che ora portava il peso del suo di dolore.
Abbassò il capo, stringendoselo tra le mani, passandosi le dita tra i capelli, scivolando sulla nuca.
Si sentiva impotente, si sentiva triste e svuotato: Hikaru era il suo migliore amico, erano cresciuti insieme; Yabu credeva di conoscerlo, credeva di sapere tutto di lui e invece si sbagliava. E di grosso anche.
Perché non si era accorto di niente?
Perché non aveva notato il suo malessere, quel disagio che si portava dentro da chissà quanto tempo.
Era stato così distratto, così preso da se stesso tanto da non rendersi conto che Hikaru stava male, che Hikaru stesse così male.
Quando era rientrato in stanza e l’aveva trovato lì, nel piccolo cucinino, per terra, con i polsi tagliati e il coltello ancora stretto in una mano, gli si era gelato il sangue nelle vene.
Era corso verso di lui, sporcandosi le mani con il suo sangue, l’aveva chiamato, ripetutamente, più volte; l’aveva scosso, l’aveva schiaffeggiato e non si era neanche reso conto di aver iniziato a piangere. Poi, vedendolo immobile e che non riusciva a risvegliarsi, si era scosso a sua volta e aveva urlato, con tutto il fiato che aveva in gola, chiedendo aiuto.
Ricordava poi, in modo sconnesso, quello che era accaduto dopo, qualcuno era accorso sì e l’aveva allontanato bruscamente dal corpo di Hikaru, chiedendogli di uscire, bendando alla bene e meglio i polsi di Hikaru, per tentare di fermare l’emorragia, mentre sentiva la voce di un altro sempai, in piedi dietro di lui, chiamare l’ambulanza.
Non ne aveva voluto sapere poi di lasciarlo da solo. Non l’avevano fatto salire sull’ambulanza con lui, ma ci era andato lo stesso, si era fatto portare dal suo manager all’ospedale, affermando che non avrebbe lavorato per quel giorno in nessun caso. Non l’avrebbe lasciato, non se ne sarebbe andato fino a che non l’avesse visto di nuovo sveglio e sorridergli in quel modo che lo faceva sentire speciale e importante.
Quando alzò la testa, vide il medico uscire dalla camera di Hikaru e si alzò in piedi, avvicinandosi all’uomo, chiedendogli se poteva vedere l’amico.
“Le prometto che non disturberò, starò seduto accanto a lui, la prego, non mi mandi via. La chiamerò se dovesse succedere qualcosa!” assicurò e l’uomo dovette leggere la disperazione sul suo volto e nella sua voce, per cui acconsentì.
Yabu tirò mentalmente un sospiro di sollievo, ringraziandolo ed entrando nella stanza, chiudendosi la porta alle spalle.
Trattenne il fiato, vedendo la stanza così impersonale e vuota, così grande eppure capace di togliergli l’aria. Tremò leggermente, avvicinandosi al letto sul quale Hikaru stava steso; piccoli tubicini gli restituivano il sangue che aveva perso e i polsi erano fasciati in modo stretto, le sue braccia, così piccole, spiccavano sulle lenzuola. Yabu si avvicinò, sfiorandogli il dorso della mano con un dito, come se avesse paura a toccarlo quasi per non fargli male, per non fargli ancora più male.
Spostò la sedia accanto al letto e si sedette, tirandosi le gambe al petto, poggiando il mento sulle ginocchia e osservando il corpo dell’amico che riposava.
Era stata una fortuna per lui che Yabu fosse rientrato così presto, non voleva pensare a come sarebbe finita se fosse arrivato tardi. Adesso, quello che Yabu si chiedeva era perché? Perché Hikaru avesse tentato di togliersi la vita in quel modo, che cosa l’aveva spinto a desiderare la morte soprattutto.
SidheDCV: Tyrionsidhedcv on June 21st, 2012 04:16 pm (UTC)
hey, I just met you and this is crazy / but here's my number, so call me, maybe?

(anche le canzonette possono diventare prompt!)
Ele - Aki - Phoenix e via dicendo...phoenix_bellamy on June 23rd, 2012 02:41 pm (UTC)
[Glee] Klaine, Introspettivo, G, SFW, 104
Forse sta correndo troppo, rischiando di terrorizzarlo ancor più di quanto non lo sia già.
D'altra parte si sente in dovere di dargli il suo sostegno. Di offrirgli le sue pregnanti parole d'incoraggiamento anche quando saranno distanti.
Ad essere proprio onesti, poi, aveva già deciso di scrivere quel bigliettino nell'attimo in cui s'era voltato sulla scala ed era rimasto folgorato da quegli occhioni blu.
Kurt Hummel. Deve assolutamente conoscerlo meglio.
Per diventarne amico, mentore e confessore naturalmente. Null'altro.

“Hey, so che ci siamo appena incontrati e ti sembrerà una follia. Ma questo è il mio numero, per cui potresti chiamarmi, se ti va?”
Re: [Glee] Klaine, Introspettivo, G, SFW, 104 - diana9241 on June 23rd, 2012 07:08 pm (UTC) (Expand)
[Mapi] Ukeness on legs ♥: Lost - Jate is Fatemapi_littleowl on June 21st, 2012 04:17 pm (UTC)
Ritardo
simph8simph8 on June 23rd, 2012 09:29 pm (UTC)
[RPF Musica] Yabu Kota x Inoo Kei; Slash-Genderbender ; SFW ; 585
Kota tornò a casa, dopo una normale giornata di lavoro. Si tolse i mocassini, allentandosi stancamente la cravatta. Appoggiò a terra la valigetta, infilandosi le ciabatte.
Si diresse verso la cucina, trovandola vuota.
Vide solo il tavolo già apparecchiato per la cena e, in un angolo, la sua tazza di caffè. Accennò un sorriso, svuotandola in un sorso e mettendola nel lavandino. Andò in camera da letto per cambiarsi e trovò la sua fidanzata tutta intenta a terminare il cambio di vestiti.
Tutti i suoi maglioni, i suoi pantaloni e le sue giacche invernali erano ordinatamente piegati sul letto, mentre la ragazza non si era ancora accorta della sua presenza.
Il ragazzo rimase fermo sulla soglia per qualche istante, osservandola, prima di entrare e di palesare la sua presenza, baciandola dolcemente sulla bocca. La più piccola alzò la testa verso di lui, sorridendogli e Kota la trovò bellissima.
Aveva un cerchietto fra i suoi capelli neri, tagliati a caschetto e un adorabile vestito di pizzo color pastello che le arrivava fino alle ginocchia.
« Kota, sei tornato in anticipo. » cinguettò la ragazza alzandosi in piedi.
« Sì. Ho finito prima al lavoro e ho una fame che non ci vedo. Keiko, che cosa hai cucinato per cena? » domandò stringendola a sé.
Yabu vide la ragazza mordersi un labbro e distogliere lo sguardo.
« Prima della cena… ti devo dire una cosa. » con efficienza racimolò uno spazio sul letto, e lo tirò seduto accanto a sé.
« E’ successo qualcosa? » domandò l’uomo preoccupato.
« No… cioè, sì. » Keiko si morse le labbra con più forza, poi prese una mano del fidanzato, posandola sul suo addome « Sai, ho avuto un ritardo questo mese e ho fatto dei test. Sono incinta Kota. » ammise lentamente la ragazza.
Kota rimase in silenzio per qualche secondo, alzando gli occhi dalla propria mano verso il volto della ragazza.
Avrebbe voluto dire qualcosa, qualunque cosa, ma sentiva le parole morirgli in gola. Socchiuse gli occhi, il cuore che gli batteva ad una velocità stratosferica, il sudore che iniziava a colargli lungo la schiena, quando all’improvviso…

Kota si alzò di scatto, trattenendo a stento un urlo. Si trovava nel buio della sua stanza, con le palpitazioni e le lenzuola attorcigliate intorno ai piedi.
Si liberò istericamente, accendendo la luce e osservando chi si trovava accanto a lui nel letto.
Kei, ignaro di tutto, continuava a dormire tranquillo. Si portò le mani alla faccia, cercando di riprendere fiato.
Poi afferrò il lenzuolo, scoprendo il fidanzato e palpandolo adeguatamente per controllare che ogni cosa fosse al suo posto. Kei aprì lentamente gli occhi, infastidito.
« Cosa stai facendo? Sto dormendo! » esclamò il più piccolo.
« Oh Kei! Non ci crederai. Ho fatto un sogno incredibile. Io ero un impiegato, tornavo a casa e mi dicevi che eri incinta. »
« Non dire idiozie, i maschi non possono avere figli. » borbottò acido l’altro tornando a coprirsi.
« Lo so, ma tu eri una femmina. Avevi un caschetto, un cerchietto e un vestito di pizzo verde acqua! »
Il ragazzo aprì un altro po’ gli occhi, squadrandolo.
« Dio Kota, le tue perversioni hanno un che di veramente grottesco. » lo liquidò con sufficienza dandogli le spalle « E adesso dormi, domani devo andare in facoltà e ho sonno. » borbottò di nuovo, prima di sprofondare di nuovo addormentato.
Kota rimase immobile, per qualche altro secondo prima di dargli letta e decidere di tornare a dormire.
Impiegò un po’ a trovare di nuovo il sonno, ma quando si addormentò, fu felice di aver constatato che Kei fosse davvero Kei.

Fine
Anna: Rebekah | bitch please;nemofrommars on June 21st, 2012 04:17 pm (UTC)
Succhiotto
Ephaistionephaistion on June 23rd, 2012 09:47 pm (UTC)
[Originale] Nash/Fredy, erotico, slash, NSFW, 737
Nash aspettò che tutti gli alunni di Fredy, che erano venuti alla lezione quel giorno, fossero usciti, poi ringraziò il cielo di essersi messo dei pantaloni larghi per venire in palestra, altrimenti pensava che non ce l'avrebbe fatta.
Si avvicinò di soppiatto al biondino, che, impegnato a sistemare le sue cose e a guardare qualcosa sul suo cellulare, non si accorse delle sua presenza, e gli strinse la vita tra le braccia, facendo aderire i loro corpi.
- Era tua intenzione ridurmi così, vero? Mi chiedo cosa ci volessi fare con quella lingua...- gli sussurrò in un orecchio, spingendo di più il bacino verso di lui, davendogli sentire quanto già fosse eccitato, mentre Fredy alzava di scatto la testa un po' spaventato da quella stretta, non avendo riconosciuto prima la sua voce.
- Nash... sei tu...- disse in risposta, per niente sorpreso, appoggiando la testa contro la sua spalla e permettendo al suo ragazzo di bagliargli le labbra ancora sudate dopo l'ultimo sketch.
- E chi pensavi che fosse?- chiese retoricamente mentre riprendeva fiato, per poi leccare il labbro superiore di Fredy e riprendere a baciare quelle labbra che lo facevano impazzire. Approfondì il bacio cercando la lingua del biondo, giocandoci un po' e succhiandola fino a quando non gli manco di muovo l'aria nei polmoni. Si allontanò per riprendere, iniziando poi a baciare la pelle di Fredy, come se non potesse fare a meno ti sentirla sotto le sue labbra. Scese in una scia umida di baci fino al collo dove si soffermò maggiormente, mentre la sua mano scese dal suo finaco, accarezzando il suo inguine, e arrivò alla sua intimità che si stava pian piano risegliando con le sue carezze.
- Nash...- disse in sospiro quando il moro morse un punto preciso tra la clavicola e il collo, che, lo sapevo, lo faceva tremare, e gemette quando iniziò a passarci sopra la punta della lingua, prima di succhiarlo e morderlo ancora. La mano di Nash continuava a massaggiare quella che ormai era diventata un'erezione attraverso i pantaloni elastici della tuta e Fredy non riusciva a non spingersi contro quella mano, pur sapendo che erano ancora in palestra e chiunque sarebbe potuto entrare. Non gli importò più di tanto quando quella mano che lo stava massaggiando superò l'elastico della tuta e dei boxer, abbassandoli il necessario, andando a stringere direttamente il membro caldo ed eretto di Fredy, che gemette forte, non riuscendo a trattenersi. Andava incontro a quella mano che lo stava facendo ansimare senza ritegno, mentre sentiva Nash strusciarsi contro il suo sedere per alleviare un po' l'eccitazione che pulsava anche sotto i suoi pantaloni. Fredy, sentento la sua erezione strusciare sopra di lui, gemette, chiudendo gli occhi e desiderando un contatto più profondo.
Anna: Fandom | subtext;nemofrommars on June 21st, 2012 04:17 pm (UTC)
Monkey slut
Anna: SK | lovers;nemofrommars on June 21st, 2012 04:20 pm (UTC)
Sleepy hollow - Ichabod/Katrina, incantesimo
Yuki: cainyuki013 on June 21st, 2012 04:20 pm (UTC)
M/M, "Turn me on and take me out / make me beg for more" ("Flesh" - Simon Curtis)